LA MOSTRA È TERMINATA

 

Da de Chirico a ….? Stiamo lavorando alla prossima mostra

Vittorio Sgarbi e Mauro Pellegrini

Si è chiusa  ieri sera la mostra d’arte “Giorgio de Chirico e la Neametafisica“, registrando ben 13.000 visitatori.

Un doveroso ringraziamento per il successo di questo evento va a tutti i soggetti che hanno preso parte all’iniziativa: l’Azienda Speciale Asso, la Fondazione Don Carlo Grillantini, l’Istituto Campana, l’associazione Metamorfosi e lo sponsor etico “Lega del Fio d’Oro”.

 

Un sincero ringraziamento va inoltre ai soggetti che hanno sostenuto finanziariamente la mostra: la Fondazione Cariverona, la Regione Marche, la Camera di Commercio, Astea Energia  e Leonardi spa.

Un  ulteriore ringraziamento ai prestatori delle opere esposte: in primis la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma, ma anche la Fondazione Carima, che ha concesso “le Muse Inquietanti” e  Pietro Valsecchi, noto produttore cinematografico, che ha prestato una meravigliosa quanto poco conosciuta  opera su tela, “Bagnanti sopra una spiaggia.

Infine un “grazie” di cuore va anche al curatore della Mostra nonchè ormai grande amico della città di Osimo, Vittorio Sgarbi: con la sua passione e la sua indiscussa competenza in campo artistico,  anche in questa nuova avventura culturale ha voluto “essere dei nostri”.

Dall’esperienza delle quattro mostre che si sono succedute nella nostra città dal 2013 ad oggi (“Da Rubens a Maratta”  nel 2013, “Tiziano, Lotto, Artemisia. Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi” nel 2016,  “Capolavori Sibillini. L’Arte dei luoghi feriti dal sisma” nel 2017, e infine “Giorgio de Chirico e la Neometafisica” nel 2018) si possono trarre due importanti considerazioni.

La prima è che solamente con una stretta collaborazione  tra il Comune e le altre istituzioni  e associazioni cultuali cittadine, è possibile  dar vita a eventi culturali di grande spessore e qualità in grado di accedere a  finanziamenti  e/o sponsorizzazioni, comportando così per l’ente locale una spesa  pari allo zero.

La seconda è che la città di Osimo in questi ultimi anni, dando continuità nel tempo a una progettualità culturale, ha ampiamente dimostrato che ha tutte le carte in regola per affermarsi nel panorama regionale come la più autorevole sede espositiva di mostre d’arte e comunque per veder  crescere ancora di più il suo ruolo nel settore del turismo legato alla cultura e alla bellezza del territorio.

Mauro Pellegrini

Assessore alla Cultura e Vice Sindaco della Città di Osimo 

 

Autoritratto con pullover nero 1957

Giorgio de Chirico e la Neometafisica

Osimo Palazzo Campana –  piazza Dante 4
a cura di Vittorio Sgarbi

   

La mostra “Giorgio de Chirico e la Neometafisica”, a cura di Vittorio Sgarbi con la collaborazione di Maria Letizia Rocco, è realizzata grazie alla concessione del generoso prestito di un selezionato nucleo di opere della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.

Sono esposte nelle spaziose sale di Palazzo Campana più di 60 opere, tra dipinti, disegni, sculture e grafiche provenienti dalla collezione della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, che ripercorrono prevalentemente l’ultimo periodo di produzione artistica di Giorgio de Chirico: la Neometafisica.

Queste opere sono caratterizzate da una felicissima vena creativa che mette in scena una rappresentazione divertita degli stessi temi proposti nelle prime opere.

I soggetti sono i medesimi di quelli rappresentati nel periodo Metafisico. Sono sempre piazze, interni/esterni e manichini ma tutto, anche il cromatismo e la costruzione dello spazio, è in grado di innescare richiami cognitivi ed empatici di natura più lieta e quasi ironica.

Giorgio de Chirico

Una nuova e matura dimensione in cui l’artista gioca consapevolmente a declinare il suo immenso universo di immagini, alla luce di una poetica che traduce la malinconia dei toni cupi del primo periodo con vaste campiture dai toni vivaci.

Questa nuova consapevolezza, è rinnovata fucina degli stessi temi che hanno ispirato da sempre il Maestro: la mitologia greca, il profondo studio della filosofia di Friedrich Nietzsche, le sue esperienze legate indissolubilmente con alcune città italiane.

Seguendo la sua idea di prospettiva ribaltata e di tempo circolare nel segno dell’Eterno ritorno di Nietzsche, de Chirico riscopre i suoi manichini, i suoi archeologi, le sue piazze e i suoi assemblaggi incongrui in un nuovo vortice di idee in cui il pensiero anticipa la dimensione “concettuale” della pittura delle più giovani generazioni che hanno trovato in de Chirico un fondamenta- le punto di riferimento.

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COMMENTO DEL CURATORE:

Quanti sogni metafisici nel ’68 di Giorgio de Chirico

di Vittorio Sgarbi

 

 

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